Eurythmics
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Diva , 5/10
Annie Lennox: Medusa , 4/10
Dave Stewart: Lily Was Here , 4/10
Dave Stewart: The Spiritual Cowboys , 4/10
Dave Stewart: Vegas , 4/10
Dave Stewart: Greetings From The Gutter , 4/10
Peace , 4/10
Annie Lennox: Bare (2003), 4/10
Annie Lennox: Songs Of Mass Destruction (2007) , 5/10
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Il synth-pop fu una delle grandi invenzioni dei primi anni '80, ma ci volle Annie Lennox perche' quell'invenzione trovasse un volto e una voce. I vari Depeche Mode e Soft Cell portarono l'elettronica melodica nelle classifiche di vendita, ma furono gli Eurythmics a sposare quel genere (un genere di studio, non di palcoscenico) al vocalismo di classe. Il duo di Annie Lennox e Dave Stewart, formato sulle ceneri dei Tourists, esordi` con In The Garden (RCA, 1981), ma trovo` l'equilibrio giusto con i singoli del 1983-1985. Quelle degli Eurythmics erano canzoni poetiche ed esotiche, melodicamente avvincenti e superbamente arrangiate da Dave Stewart, sulla voce maschia e penetrante di Annie Lennox, capace di passare dall'edonismo disincantato di Sweet Dreams (1983) alla malinconia autunnale di Here Comes The Rain (1983).

I numerosi album di quel periodo sono indegne accozzaglie di brani minori, ma Sweet Dreams (RCA, 1983) contiene il loro primo timido hit, Love Is A Stranger (1982), oltre naturalmente alla title-track.
Touch (RCA, 1983) ha la cantilena mediorientale di Who's That Girl, oltre a Here Comes The Rain.
1984 (RCA, 1984) contiene nove canzoni discretamente anonime.
Be Yourself Tonight (RCA, 1985) e` il primo album a mostrare una personalita`, grazie al gospel sfrenato di Would I Lie To You, con tanto di fiati rhythm and blues e chitarre taglienti, e Sisters Are Doin' It For Themselves, miscela ancor piu` viscerale di gospel, soul e funk (con Aretha Franklin).

Revenge (RCA, 1986) e` forse il migliore, per via di Thorn In My Side (che innesta il piglio di Chrissie Hynde (Pretenders) su un jingle-jangle alla Byrds e un sassofono che sembra uscire dai dischi di Phil Spector), di When Tomorrow Comes (una melodia altisonante alla Jim Steinman), e di Missionary Man (in cui gli accenti gotici della loro versione "sintetica" della black music rompono gli argini in un lago di rumori).

Savage (RCA, 1987) e We Too Are One (RCA, 1989) sono raccolte di soul generico da cocktail lounge.

La loro fama e` quasi interamente affidata a due singoli d'eccezione come Sweet Dreams (battito robotico, vagiti da disco-diva, cantilena vagamente esotica, e un "bridge" di sfrenata decadenza) e Here Comes The Rain (con quell'attacco quasi barocco di sintetizzatori e il bisbiglio desolato, quasi funereo, di Lennox, i rintocchi orchestrali che sembrano annunciare l'apocalisse). Il tono fatalista di quei due singoli fu una delle espressioni piu` emblematiche dell'intera epoca delle discoteche post-disco e pre-techno. Tutt'altro che estatiche, evocavano l'anteprima dell'inferno ma imbevute di un romanticismo quasi patetico.

Lennox ha poi intrapreso la carriera solista con Diva (Arista, 1992), all'insegna del soul e del funk, ma il singolo Why e altre ballad da cocktail lounge (Stay By Me, Gift, Cold). Semmai e` Walking On Broken Glass a dimostrare le sue doti di cantante. Cio` che manca sono le canzoni. Cosi` il successivo Medusa (Arista, 1995) si limita a interpretare brani altrui.

Dave Stewart, che era stato la vera anima del gruppo, ha invece abbandonato il synth-pop per tentare una carriera come chitarrista rock su Lily Was Here (Eligible, 1989) e The Spiritual Cowboys (Arista, 1990). Vegas (RCA, 1992) e` un duo con Terry Hall degli Specials. Greetings From The Gutter (East West, 1994) e` un altro disco di mediocre soul-rock.

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Peace (RCA, 1999), the first Eurythmics album in ten years, is over-produced to the point of obscuring the melodies. The single 17 Again is a nostalgic look back to their career. Elsewhere, one senses their sick passion for Burt Bacharach (Forever).

Lennox's third solo, Bare (BMG, 2003), is a collection of adult new-agey ballads. Songs Of Mass Destruction (2007) has better material, notably Smithereens, Dark Road and Ghosts in my Machine, although the overblown Sing (with backup vocals by a stellar choir featuring Beth Gibbons, Madonna, Celine Dion, Beth Orton, Angelique Kidjo, Shakira, Sarah McLachlan, Faith Hill, K.D. Lang, Melissa Etheridge, Bonnie Raitt, KT Tunstall, Gladys Knight, etc) is disposable. The only proper synth-pop number is Coloured Bedspread, easily forgotten.

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