Iron Maiden
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Iron Maiden (1980), 7/10
Killers (1981), 5/10
Number Of The Beast (1982), 6.5/10
Piece Of Mind (1983), 6/10
Powerslave (1984), 6.5/10
Somewhere In Time (1986), 5/10
Seventh Son Of A Seventh Son (1988), 6.0/10
No Prayer For The Dying (1990), 5/10
Fear Of The Dark (1992), 4/10
The X Factor (1995), 3/10
Virtual XI (1998), 3/10
Brave New World (2000), 5/10
Dance Of Death (2003), 5/10
A Matter Of Life And Death (2006), 4/10
Final Frontier (2011), 4/10
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The first album by Iron Maiden, Iron Maiden (1980), was a groundbreaking synthesis of classic styles, from Deep Purple to High Tide, from Led Zeppelin to Rush. Anthemic and menacing, it only took the addition of vocalist Bruce Dickinson to turn albums such as Number Of The Beast (1982) or the complex Powerslave (1984), which is almost progressive-rock, to climb the charts.
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Gli Iron Maiden furono uno dei gruppi fondamentali della rinascita dell'heavy-metal dopo l'esplosione del punk-rock, portabandiera della "new wave" dell'heavy metal britannico.

Le funamboliche chitarre duellanti (prima quella di Dave Murray), i vocalizzi isterici alla Ian Gillan, la batteria goticamente galoppante (Clive Burr) il basso cavernoso di Steve Harris (compositore di tutto il materiale) coagularono su Iron Maiden (EMI, 1980) in atmosfere orrifiche e liturgie del male: il concitato anthem vampiresco Iron Maiden (gia` edito sull'EP del 1978), Running Free, incalzante e spavaldo inno alla natura selvaggia della vita di strada, e Phantom Of The Opera; danze occulte a ritmi cingolati, pandemoni tenebrosi e sabbah mitteleuropei infusi di una macabra energia "nera". I brani erano anche troppo ovviamente derivati da Black Sabbath e Kiss, ma la foga era quella dei punk di strada.

Sul concept Killers (1981) si salva pero` poco (in pratica, la sola Killers), come se il gruppo fosse incerto fra il ripetersi e il tentare nuove strade (lo strumentale Genghis Khan, la ballata Prodigal Son).

Il cantante Bruce Dickinson subentro` a partire da Number Of The Beast (1982), un album conteso fra rivelazioni criptiche (l'invocazione magico-sessuale di Number Of The Beast, la titanica messa funebre di Hallowed Be Thy Name, forse l'apice del disco) e lamenti solenni (Run To The Hills), ma anche un album per meta` inascoltabile (nonostante venisse salutato come il loro capolavoro).

Piece Of Mind (1983), con il nuovo batterista Nicko McBrain, contiene ancora un anthem come Flight Of Icarus e l'epica biblica di Revelations, ma il resto e` sterile ripetizione.

Su Powerslave (1984) gli scatti epilettici, le mitragliate a perdifiato, le urla sconnesse lasciarono spazio a pezzi piu` sofisticati e articolati, come la lunga, selvaggia cavalcata di Powerslave (capolavoro di Murray), e la suite multiforme Rhyme Of The Ancient Mariner. truculenta summa del loro Grand Guignol.

Wasted Years e` la standout dell'ultimo periodo, quello di Somewhere In Time (1986), album arrangiati con le tastiere elettroniche che, con l'eccezione del concept Seventh Son Of A Seventh Son (1988), con i singoli Can I Play with Madness?, The Evil That Men Do, The Clairvoyant, and Infinite Dreams, hanno piu` che altro il merito di ignorare le nuove mode.

Show faraonici, professionalita` manieristica, produzioni da AOR e iconografia corriva ne fecero l'analogo inglese dei Kiss. Se i Motorhead aprirono la strada all'iper-epilessi brada, gli Iron Maiden si riallacciarono alla tradizione dark di Black Sabbath e Judas Priest, meno brutale e piu` sensazionalista, limitandosi ad aumentare il volume sonoro e l'incedere truculento. In loro l'hard rock ossianico trovo` dei messia gelidi e programmati.

No Prayer For The Dying (Epic, 1990), ancor piu` lambiccato negli arrangiamenti, Fear Of The Dark (1992), The X Factor (1995), Virtual XI (1998), denotano una cronica mancanza di idee.

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Brave New World (Portrait, 2000) and Dance Of Death (Columbia, 2003) were less trivial, but only hardcore fans could relish the sprawling A Matter Of Life And Death (Sanctuary, 2006). The even more delirious Final Frontier (Universal, 2011) delivered ten songs for a grand total of 76 minutes, but it could have been edited down to 20 minutes without losing much.

Anthologies such as The Essential and Best of the Beast summarize the inessential part of their career. The History Of Iron Maiden - Part 1: The Early Days (Sanctuary, 2005) is a double-DVD live retrospective.

Bruce Dickinson has released the solo albums Tattooed Millionaire, Balls to Picasso, Skunkworks, Accident of Birth, The Chemical Wedding, Tyranny of Souls.

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