Dalla pagina sugli Swans di Piero Scaruffi: traduzioni di Luca Cantoreggi e Fabio Bianchi.
(Translation by/ Tradotto da Luca Cantoreggi)

The Great Annihilator (Young God, 1995), il primo album in studio da tre anni, vede alla batteria William Rieflin dei Ministry. L'album è un affresco apocalittico di umanità condannata a supplizi infernali, una "Divina Commedia" mestamente lugubre. È anche uno dei lavori più metafisici di Gira, nel quale quasi ogni canzone va vista come un sermone allegorico.

Il dono di Gira di terrorizzare i propri ascoltatori rimane intatto, come dimostra l’overture strumentale In (caricato di tensione e suspense) e la cerimonia pagana di I Am The Sun, sopra percussioni tribali e un coro di bambini. La musica angelica dei precedenti album degli Swans è stata rimpiazzata da un impeto violento di fede e paura.

Le fragorose, maniache, infernali armonie orchestrali ricordano le sinfonie industriali di Foetus (in Alcohol The Seed e I Am The Sun); mentre le enfatiche, melodrammatiche intonazioni e i martellanti ritmi gospel si associano alle ballate solenni di Nick Cave (in particolare in She Lives).

Ciò che appartiene in maniera unica a Gira sono i cori gotici e il canto apatico.

Gira è tentato dal richiamo della massa. Celebrity Lifestyle è forse la canzone più accessibile della carriera degli Swans, un ibrido fra il boogie indifferente di Lou Reed e il dark-punk ballabile dei Joy Division. The Great Annihilator prova a fare un tentativo anche col rock and roll tradizionale. Jarboe non è protagonista, ma per lo più spettatrice. Tuttavia il suo canto arcaico ed esoterico in My Buried Child, la ninna nanna stile Enya di Warm e il suo sperimentale Out per canto ed elettronica, sono fra i momenti salienti. Le personalità dei due compositori si fondono in un’unica occasione, nel mantra caotico di Mind Body Light Sound, per coincidenza il pezzo centrale dell’album.

Ahimè, troppi brani suonano banali e prevedibili e fanno di questo disco il meno completo degli Swans.

La fine degli Swans fu seguita da un diluvio di incisioni: Omniscience (Young God, 1996), Swans Are Dead (Young God, 1998), e il bootleg ufficiale Public Castration Is A Good Idea (Thirsty Ear, 1999).

Nel frattempo sia Gira che Jarboe hanno pubblicato un numero di stupefacenti album per conto proprio.


(Translation by/ Tradotto da Fabio Bianchi)

Jonathan Kane ha debuttato come solista con February (Table Of Elements, 2005) che musicalmente sembra inspirato dalla sua collaborazione con la Forever Bad Blues Band, l'ensemble di La Monte Young.

Gli album degli Angels Of Light includono materiale che originariamente venne rilasciato su due dischi a edizione limitata: Solo Recordings From Home e I Am Singing To You From My Room. Entrambi sono compilati su Songs For A Dog (Lumberton Trading, 2006).

Gira ha resuscitato gli Swans per My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky (Young God, 2010), un album più prevedibile che implacabile, e, più in generale, più pomposo che geniale. La cacofonia sinfonica di No Words No Thoughts fa da contorno alla recitazione deprimente, apatica e ipnotica di Gira senza raggiungere un culmine. I riff a colpi di frusta di My Birth non sono supportati da un'adeguata melodia (o, per meglio dire, da un cantante adeguato).  La grottesca coda orchestrale di You Fucking People Make Me Sick è interessante, ma totalmente inattinente alla zoppicante ninnananna che dovrebbe fargli fa da cornice. La martellante overture strumentale di Inside Madeline è effettivamente minacciosa, ma in seguito si protrae in un' insipida litania. Tutto il clangore hard-rock di Eden Prison viene perso in una declamazione debole. La singalong da campo di fuoco di Reeling The Liars dura solo due minuti, ma facilmente "oscura" tutte le lunghe, magniloquenti canzoni. Gira sta ora esorcizzando demoni invece che predicare nichilismo, come quando era giovane e terrificante. In qualche modo questo ha esaurito la sua abilità a scioccare.

We Rose From Your Bed With The Sun In Our Head (Young God, 2012) è un album registrato dal vivo.

30 anni dopo gli Swans hanno dato il loro primo capolavoro. La buona novità è che finalmente il mondo si è "aggiornato"  e dal 2013 gli Swans vengono largamente riconosciuti come una delle più grandi rock band di sempre. La cattiva notizia è che è arrivato il momento per Gira di monetizzare il nome che non ha fruttato molto per così tanto tempo. Da qui il doppio album The Seer (Young God, 2012) che inizia con il bolero frigido in crescendo e Pinkfloydiano di Lunacy  (con Alan Sparhawk e Mimi Parker dei Low) e termina con lo shuffle blues-jazz alla Doors di The Apostate, che matura in un lungo preambolo di glissando sentimentali alla chitarra e una collettiva esplosione maniaca alla Glenn Branca.

Per un album di due ore, ci sono poche idee preziose e perlopiù sono molto antiquate fino a sconfinare nel ridicolo quando prendono in prestito la chitarra ripetitiva dei Sonic Youth per dieci minuti in Mother of the World  e quando indulgono nella jam free-jazz di 93 Ave B Blues, o quando un loop di campane solenni non fanno altro che provocare una monotona litania negli otto minuti di Avatar.

Jarboe appare nei 19 minuti Piece of the Sky, di primo acchitto un effettivo pezzo di musica cosmica fino a quando la batteria interrompe il tutto e lo fa diventare una lenta, languida coda senza scopo che induce al sonno, e ancora un'altra sezione ripetitiva.

The Seer, di 32 minuti, inizia promettendo bene con le chitarre strimpellate istericamente (ancora Glenn Branca) e suspence dei primi Pink Floyd, raggiungendo il suo picco quando Gira scava in vocalizzi ripetitivi da mantra contro una batteria country-western, ma i rimanenti 15 minuti sono terribilmente inutili.

The Seer Returns utilizza la strategia di Roger Waters di rivisitare un tema in un tono differente (qui ricordi di The Wall), e trasporlo in un grado ossessivo, reminescente dei Led Zeppellin di When The Levee Breaks e i Fletwood Mac di Tusk, causando brividi di ipnosi sciamanica primordiale.

C'è anche una commovente ballata, Song for a Warrior, cantata dal cantante degli Yeah Yeah Yeahs Karen O, che è l'esatto opposto delle lunghe composizioni e che per un paio di minuti equaglia l'intensità (per dire) romantica di Love Hurts nella versione di Gram Persons.

Song for a Warrior, The Apostate e The Seer Returns (e metà di Piece of the Sky  e un terzo di The Seer) sono meritevoli, ma il resto forse sarebbe stato meglio rivederlo. Tuttavia, quest'album virtualmente non ha niente del sound classico degli Swans. Potrebbe effettivamente essere accreditato a Gira o a uno dei suoi molti side-projects.

Inutile da dire, la stessa critica e i giornali che ignorarono gli Swans quando pubblicavano un capolavoro dopo l'altro hanno accolto questo senile, mediocre lavoro come un capolavoro 30 anni dopo, cercando di trovare significati in ciò che è semplicemente un astuto album commerciale.

We Rose From Your Bed With the Sun in Our Head (2012) documenta le performance dal vivo di questa reicarnazione degli Swans.


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