Dalla pagina di Piero Scaruffi
(Tradotto da M.Moreno e Stefano Iardella)

Con Three Snakes And One Charm (American, 1996), i Black Crowes continuano la progressione (o la regressione) che li vede portare il rock britannico in Georgia. I Rolling Stones sono già un ricordo, e ora suonano come gli Allman Brothers dei tempi d'oro. I migliori numeri qui (Under A Mountain, Good Friday) sono brani sentimentali e duri, senza essere pesanti o mediocri. La band flirta con le jams psichedeliche (le versioni live delle canzoni potrebbero esser persino più lunghe e più free-form). Troppe canzoni,comunque, suonano come pure imitazioni di stereotipi di southern rock, talvolta hard (Nebekanezer) talvolta soft (Bring On Bring On).

Go Faster e Go Tell The Congregation, sono i brani che spiccano in By Your Side (American,1998), marcando un ritorno alle loro radici hard-blues: il soul crooning di Chris Robinson,più la chitarra blues di Rich Robinson, più le scanalature d'organo Stax-soul, più i corni di Dirty Dozen, più le cantanti femminili gospel. L'unico problema è che la band suona vecchia e stanca.

Live At The Greek (Musicmaker.com, 1999) è un album live con il chitarrista Jimmy Page degli Led Zeppelin.

Lions (V2, 2001) non è granchè meglio. Midnight From The Inside Out, Losing My Mind e Lay It All On Me sono moderati blues-rock per hippies ritirati.
I Black Crowes sono rispettosi cultori del rock tradizionale, ma uno si chiede che bisogno ci sia di una replica dell'originale quando l'originale è ancora in giro.

Dopo aver sostituito Ford con Luther Dickinson, la band ha rispolverato le proprie credenziali di veri eredi del rock del sud degli anni '70 con Warpaint (2008), una raccolta affascinante e talvolta sconvolgente, evidenziata da Goodbye Daughters of the Revolution e Whoa Mule.

Before the Frost (2019) è un album live. Croweology (2010) contiene rarità.

Wiser for the Time (2013) è un altro dimenticabile album live.

Il tastierista Eddie Harsh dei Black Crowes è morto nel 2016, all'età di 59 anni, per cause ignote.


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