- Dalla pagina sui Court and Spark & Hiss Golden Messenger di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il cantautore di San Francisco Michael Carrington "Slim Diamond" Taylor e il chitarrista Scott Hirsch, due veterani del gruppo emocore Ex-Ignota, documentato su Jammin' On The One (1997), guidarono il gruppo alt-country Court and Spark, con cui pubblicarono Ventura Whites(1999), con Sugar Pie in Bed, Bless You (2001) di tredici minuti, Fade Out to Little Arrow, di otto minuti, e la commovente elegia National Lights, Witch Season (2004) e Hearts (2006).
Taylor e Hirsch suonarono anche in un altro progetto country alternativo, Boxharp, come documentato su The Tailored Soldier (2001), con il produttore della Carolina del Nord Scott Solter e la cantante Wendy Allen.

Nonostante si fossero trasferiti rispettivamente nella Carolina del Nord e a New York, Taylor e Hirsch hanno formato gli Hiss Golden Messenger, continuando in una vena ancora più intima, con Country Hai East Cotton (2009). Hey Diamond suona come un incrocio tra una versione sobria dei Grateful Dead e un malinconico Kenny Rogers. Il rilassato country-rock John Has Gone to the Light è un ibrido tra gli Steely Dan e i Crosby Stills & Nash. E l'album spazia dallo swap blues di Boogie Boogie al funebre lamento delle piantagioni Resurrection Blues, dal sognante strumentale country-western Instant Light al pezzo disco quasi orchestrale di Watch Out for the Cannonball.
L'EP live Root Work (2009) rielabora alcune di queste canzoni, in particolare una versione di nove minuti di John Has Gone to the Light. Il loro secondo album, Bad Debt (2010) era un album solista di Taylor, un lavoro molto spartano di meditazioni country lo-fi come Balthazar's Song, No Lord is Free e Jesus Shot Me in the Head. Taylor ha riarrangiato alcune di quelle canzoni su Poor Moon (Paradise of Bachelors, 2011 - Tompkins Square, 2012) e ha aggiunto la maestosa Call Him Daylight, la Dylan-iana Westering, la carica Super Blue, e si è tolto il cappello al suono di Nashville in A Working Man Can't Make It No Way.
L'EP di sette canzoni Lord I Love the Rain (2012) contiene la malinconica elegia Roll River Roll e (sorprendentemente) la jam funk psichedelica di sei minuti Born on a Crescent Moon. Secondo i suoi standard, Haw (2013), è stato prodotto generosamente, ma il materiale è inferiore, nonostante la marziale Red Rose Nantahala e l'allegra Sweet as John Hurt. La musica di Taylor è ancora ancorata agli anni '70 in Lateness of Dancers (2014): ci sono echi di Arlo Guthrie in Saturday Song, echi di Fleetwood Mac in Mahogany Dread ed echi di Little Feat in Southern Grammar.

Gli arrangiamenti sono all'avanguardia in Heart Like a Levee (2016), il suo tentativo di raggiungere il mainstream con una vera band (inclusi i fratelli Phil e Brad Cook dei Megafaun e il batterista Matt McCaughan). Il risultato è sicuramente la raccolta più variegata della sua carriera, dall'allegro power-pop di Tell Her I'm Just Dancing al Dylan-iano gospel di Biloxi, fino al soul febbrile di As The Crow Flies (il pezzo che risalta) al funk psichedelico di Like a Mirror Loves a Hammer. La canzone più lunga, Highland Grace, è un'altra meditazione ispirata a Dylan, ma con un sassofono pieno di sentimento e un pianoforte blues.
Il materiale di Hallelujah Anyhow (2017) è nuovamente al di sotto della media, come se fosse stato realizzato con gli avanzi dell'album precedente. È difficile salvare qualche canzone (a parte forse la vivace fanfara di John the Gun).

Taylor ha optato per un forte e aggressivo sound da bar-band in Terms of Surrender (2019), ma i risultati sono ancora mediocri. Le eccezioni degne di nota sono Whip, dove il rumore raggiunge un livello di distorsione psichedelica, e soprattutto il surreale funk-soul di Old Enough to Wonder Why.


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