- Dalla pagina sui For Carnation di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
For Carnation, il nuovo progetto del chitarrista degli Slint Brian McMahan, ha seguito la strada dei Gastr Del Sol verso dinamiche sottili e paesaggi sonori evocativi di terre desolate in due EP, Fight Songs (1995) e il superbo Marshmallows (1996). Hanno affinato l'arte delle composizioni sobrie, scarne ma comunque complesse, al punto che For Carnation (2000) non tradiva praticamente alcuna emozione, solo illusioni di emozioni.
Bio:
Brian McMahan è una delle figure fondamentali del rock degli anni '80,
prima impegnato a tenere insieme i gloriosi Squirrel Bait
e poi profeta del complesso più influente degli ultimi dieci anni, gli
Slint.
Con i
Tortoise dà vita ai For Carnation, dei quali
esce un Ep. Mesi dopo la formazione è già completamente cambiata.
La musica è quella che ci si potrebbe aspettare dagli Slint se fossero ancora
in circolazione: un muggito subsonico che vive di pause, non di suoni.
Sul primo e timidissimo EP, Fight Songs (Matador, 1995), figuravano la lunga e tenerissima Grace Beneath The Pines e la marziale Get And Stay Get March, manifesti del loro stile lentissimo e pianissimo.
Il magistrale EP Marshmallows (Matador, 1996), con le sue
sei complesse composizioni in chiave minore, diede la misura delle potenzialità
del complesso. La ballata trasognata di On The Swing,
la delicata romanza per pianoforte di Marshmallow,
il valzer in punta di piedi e in lievissimo crescendo di Salo,
sono altrettanti capolavori di emotività repressa.
L'apice della loro sconsolata e accorata drammaturgia, parente di quella di un
Tim Buckley o di un David Crosby,
si trova forse nella messa in scena tutta ombre e sfumature di Winter Lair,
fra accordi sparuti di basso, tintinii di sonagliere e rumori industriali.
L'unico momento di passione è l'incalzante raga dissonante di
I Wear The Gold, nel quale si intravedono i Velvet Underground del tremila.
Chiude il disco la lunga trance senza trama di Preparing To Receive You,
monotona quanto lo può essere l'attesa della morte in un paesaggio desolato.
Le armonie sono superfici piatte, levigatissime, che vengono appena deformate
da echi e timbri minuti.
Il canto è sempre in trance, in procinto di spegnersi nei toni apatici
di un lamento che non fa più male.
Soltanto sei le canzoni. Quanto basta per tenere in vita un mito.
McMahan è uno dei massimi musicisti rock viventi.
Promised Works (Touch & Go, 2007) raccoglie proprio i due EPs Fight Songs e Marshmallows.
For Carnation (Touch & Go,2000) ha a disposizione un solido gruppo su cui fare affidamento: Brian McMahan, Micheal McMahan (chitarra), Bobb Bruno (chitarra, tastiere), Todd Cook (basso) dei Sonora Pine, Rafe Mandel (chitarra, tastiere) e Steve Goodfriend (batteria).
Il sound è ancor più diradato del disco precedente e le dinamiche persino più impercettibili. L'approccio lento negli otto minuti di Emp. Man's Blues è quello della musica funebre: la batteria è appena accennata e le chitarre squillano leggermente mentre McMahan comincia a sospirare la sua storia (fa pensare a Tim Buckley assieme ai Portishead), ma poi la nenia si trasforma, il basso crea figure quasi minimasiste, il tempo si dilata, il violino geme, la tastiera produce rumorini elettronici e la voce si spinge improvvisamente verso il melodramma noir (sembra Nick Cave che si aggiri addormentato intorno al set di "Twin Peaks").
La band affoga la depressa confessione di A Tribute To, in un sincopato dance groove, dove si muovono una ripetitiva figura di chitarra ed un vario insieme di rumori spettrali.
Tales emerge all'inizio di un incubo e continua attraverso una tensione psicologica resa da una batteria aggressiva e da motivi elettronici a tinte scure. Oltre otto minuti dura questa fitta tessitura, che crea un'ansia analoga a quella prodotta dalle jam dei The Doors o dei primi Pink Floyd.
Moonbeams, che con i suoi 9 minuti è la traccia più lunga, mostra una melodia delicata ottenuta in un crescendo estremamente lento.
Lo swing luminoso di Snoother è la cosa che assomiglia di più ad un canzone convenzionale.
Being Held, composta per soli strumenti, è costruita semplicemente intorno a un tintinnio di chitarra.
Questa musica mette in evidenza estrema pazienza ed intelligenza, non mostra passione e nemmeno emozione, perche' non è interessata ai dividendi del breve termine ma agli investimenti a lunga scadenza: solo alla fine di una canzone uno si accorge di quante cose hanno preso luogo, solo alla fine dell'album uno comprende quanto sia diventato più ricco il mondo della musica.
Il sottofondo dissonante di rumori creati dalle tastiere rappresenta forse la componente di maggior originalità di queste partiture.
Todd Cook era anche nei Crain con il chitarrista Tim Furnish, un'altra band di Louisville che pubblicò Speed (1992) e Heater (1994).
Furnish poi formò i Parlor e registrò Octopus Off-Broadway (Temporary Residence, 2002) con il bassista Connor Bell e il batterista Todd Hancock.
Simulacrenfield (Temporary Residence, 2010) dei Parlour presentava una formazione diversa attorno a Furnish, e conteneva l'elegia jazz-rock Destruction Paper e la jam di undici minuti Sea Of Bubbly Goo.
- Torna alla pagina sui For Carnation di Piero Scaruffi -