Masters Of Reality
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Masters Of Reality, 6/10
Sunrise On The Sufferbus, 6/10
How High The Moon, 5/10
Welcome To The Western Lodge , 4/10
Deep In The Hole , 5/10
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If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me. Nel 1981 a Syracuse il cantante Chris Goss formo` i Masters Of Reality, che dapprima erano un duo di chitarra ed elettronica con Tim Harrington.

Sette anni dopo usci` Masters Of Reality (Def American, 1988 - Delicious Vinyl, 1990), che rivelo` al mondo il segreto di un hardrock gotico e mitologico covato in solitudine ai margini della scena vigente. E` un sound che amalgama Cream (Blue Garden), Led Zeppelin (John Brown), Deep Purple (Domino) e ne deriva canzoni orecchiabili come Candy Song e Sleep Walkin'. A conferire al disco quel blues a meta` fra ZZ Top e Eric Clapton e` soprattutto il chitarrismo di Tim Harrington, vero padrone dell'opera. Goss, una sorta di Jim Morrison in versione rurale, non fa che fornire l'involucro "ossianico" che rende il tutto vendibile ai fans dell'heavymetal. Il solido batterismo di Vinnie Ludovico completa un trio degno dei loro archetipi. La riedizione di due anni dopo contiene anche l'ombrosa ballad Doraldina's Prophecies (oltre a essere meglio prodotto).

La formazione non sopravvive pero` ai conflitti di personalita`. Alla fine il chitarrista e il batterista se ne vanno per formare i Bogeymen e il trentacinquenne Goss riorganizza i Masters Of Reality con Daniel Rey alla chitarra e nientemeno che il nonno dei batteristi rock, Ginger Baker. Il secondo album, Sunrise On The Sufferbus (Chrysalis, 1993), ha del tutto abbandonato le atmosfere cupe delle origini a favore di un blues melodico da classifica. Ne risultano gli effervescenti boogie di She Got Me e Tilt-A-Whirl e, sul fronte piu` orecchiabile, la psichedelica 100 Years (con mellotron alla Moody Blues) e soprattutto il gospel The Moon In Your Pocket. Oscillando a ripetizione fra Beatles (la serenata Jody Sings), Creedence Clearwater Revival (l'atmosfera voodoo di J.B. Witchdance) e Cream (il bluesrock progressivo di Ants In The Kitchen), Goss ottiene il massimo successo discografico del revival dell'hardrock; ma troppi brani sono infarciti fino alla noia di prelibati tocchi blues o jazz per intenditori cavillosi.

Il canto "parlato" di Goss costituisce forse il limite maggiore di una formazione che ha dalla sua soprattutto la classe e l'esperienza dei veterani del bluesrock.

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The Ballad Of Jody Frost, never released, was recorded in 1994 by yet another line-up. Disillusioned, Goss turned to his job as producer (for Kyuss) but never buried Masters of Reality.

The live How High The Moon (Malicious Vinyl, 1999) shows that Goss is still kicking.

Welcome To The Western Lodge (Spitfire, 1999) finds Chris Goss in his nostalgic mood rehearsing old Cream and Led Zeppelin riffs. Deep In The Hole (Brownhouse, 2002) is slightly more original, as Goss employs an army of guests (notably Josh Homme and Mark Lanegan) to craft soulful grooves such as Third Man On The Moon, High Noon Amsterdam and Corpus Scorpios Electrified.

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