Cowboy Junkies
(Copyright © 1999-2024 Piero Scaruffi | Terms of use )
Whites Off Earth Now , 6/10
Trinity Sessions, 7/10
Caution Horses , 6/10
Black Eyed Man , 6/10
Pale Sun Crescent Moon , 6/10
Lay It Down , 5/10
Miles From Our Home, 5/10
Open , 6/10
One Soul Now (2004), 4/10
At The End Of Paths Taken (2007), 3.5/10
Links:

If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
I Cowboy Junkies sono un complesso a conduzione familiare di Toronto (Canada) che annovera ben quattro membri della famiglia Timmins, fra i quali Michael (principale compositore) e Margo (cantante). Completano la formazione Kim Deschamps alla chitarra bottleneck e slide e Jaro Czerwinec alla fisarmonica.

Esordirono con uno stralunato omaggio al blues del Delta, Whites Off Earth Now (Latent, 1986), registrato in un garage in un solo giorno, ma presto i Timmins scoprirono la musica country.

Trinity Sessions (RCA, 1988) e` cosi` un album molto diverso, una raccolta di ballate atmosferiche che conservano del blues soltanto il senso di desolazione. Lo stile di quest'album discende soprattutto dai combo di western swing degli anni '50 e dalle orchestrine country di Nashville, con un tocco del Bob Dylan tex-mex di Desire. Cio` che rende unici i loro brani e` che vengono rallentati e soffocati fino alla catalessi, impreziositi e snaturati da anomalie blues e jazz. Il loro marchio di fabbrica e` il bisbiglio anemico e fatale, immerso in climi da film noir degli anni '30, di Margo Timmins, tenera chanteuse di cocktail lounge a notte fonda o Marlene Dietrich della prateria (immortalata nelle due grandi ballate country di Misguided Angel e 200 More Miles).
Voragini di "cool vibration" sono il cadaverico e spettrale Postcard Blues, uno dei piu` lenti e dimessi di sempre, il "classic blues" strascicato I Don't Get It, la malinconica chanson parigina To Love Is To Bury. Le Trinity Sessions di fatto crearono le premesse per lo "slow-core" degli anni '90 (Codeine).
Come sul disco precedente, dominano le cover, ma si sta facendo luce la personalita` del chitarrista Michael Timmins.

Caution Horses (RCA, 1990) accentua la somiglianza con i cantautori della malinconia (come Leonard Cohen). La pacata, toccante semplicita` di Where Are You Tonite e Cheap Is How I Feel esalta la filosofia crepuscolare dei loro testi. Il loro e` il rock piu` introverso dell'epoca.

Con Black Eyed Man (RCA, 1992) Timmins emerge prepotentemente come la vera sorgente d'ispirazione. Non a caso il disco comprende due cover di Townes Van Zandt, cantautore a cui Timmins si ispira per le sue Southern Rain e Murder Tonight In The Trailer Park. I Cowboy Junkies abbandonano con questo disco le atmosfere desolate degli esordi e adottano un sound piu` vigoroso. La simbiosi stabilita fra l'autore (lui) e l'interprete (lei) e` quasi magica.

Il successivo Pale Sun Crescent Moon (RCA, 1993) vanta Anniversary Song e Hunted, e beneficia di un sound piu` robusto.

Questi dischi soffrono pero` della debolezza costituzionale del sound del gruppo, che raramente riesce a sostenere le novelle tragiche del leader. Il loro e` un sound "invernale", non autunnale, che ancora non ha trovato, e forse non puo` trovare, la misura giusta.

Forse proprio la coscienza di questo loro limite li induce a dare con Lay It Down (Geffen, 1996) un'opera sfocata e generica, che ritorna alle atmosfere spartane degli esordi (Lonely Sinking Feeling, Now I Know).

(Clicka qua per la versione Italiana)

Miles From Our Home (Geffen, 1998) is the band's seventh album and the age begins to show. Margo Timmins sounds like Elizabeth Fraser without the arrangements: a terrific singer, but vocalizing with little conviction. The chill and the hush are gone, except in Blue Guitar.

Open (Latent, 2001) is easily their best album since Black Eyed Man. The magic is back for the feedback-drenched murder ballad I Did It All For You and Dark Hole Again, two elegant exercises in the stark, austere, shimmering, somnambulant, minor-key minimalism that made them so essential. Alas, the band (augmented with new players) steers away from its forte for less powerful experiences like Thousand Year Prayer and Beneath the Gate, that wander aimlessly in search of an auteur. On the other hand, the singer is no longer the main attraction: guitarist Michael Timmins leads the band in brooding jams like Bread and Wine and I'm So Open that are reminiscent of Dream Syndicate and Built To Spill at their most metaphysical. A darker ambience and a tougher production may reflect the experience of growing up or the experience of being let down by the music industry.

Unfortunately, One Soul Now (Cooking Vinyl, 2004) is an uninspired revision of their cliches, lacking both a concept and a memorable melody. Ultimately, it is just background music for fans of their trademark sound.

At The End Of Paths Taken (Zoe, 2007) confirmed the artistic decline.

The four-volume Nomad Series, ostensibly an attempt to diversify, consisted of Renmin Park (2010), a tribute to China, an album of Vic Chesnutt covers, a live album and The Wilderness (2012).

What is unique about this music database