- Dalla pagina sui Delgados di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Delgados sono scozzesi e appartengono alla stessa generazione di pop star
folk di Glasgow quali Arab Strap e
Belle And Sebastian.
Anzichè limitarsi a seguire la banale scuola pop britannica, che si
estende senza grossi cambiamenti dai Beatles agli Smiths, i Delgados ebbero
il coraggio di tentare la via della sperimentazione.
Il primo singolo Monica Webster (febbraio 1995), l'EP
Lazarwalker (Radar, 1995)
e il secondo singolo Cincentre (1996)
ricordano una versione lo-fi dell'obliquo hard-rock dei Pixies.
La somiglianza con i Pixies continua nelle migliori tracce di
Domestiques (Chemikal Underground, 1997):
Under Canvas Under Wraps e
Big Business In Europe, mentre le piu' orecchiabili
Sucrose, Tempered Not Tamed e Akumulator
rivelano un potenziale commerciale.
Pavement e
Velocity Girl
sono fonte di ispirazione per il lo-fi dissonante che prende il controllo
dei brani maggiormente creativi:
Leaning On A Cane, un duetto tra i due cantanti sospinto da linee di
violoncello, e One More Questions, immerso in tintinnii di xilofono.
Peloton (Chemikal Underground, 1999) introdusse arrangiamenti barocchi. I singoli Everything Goes Around The Water e Pull The Wires From The Wall sono molto piu' raffinati di qualunque cosa i Delgados avessero composto in precedenza. Se Repeat Failure cattura le luci della ribalta con il suo ritornello orecchiabile, è il sottile songwriting di canzoni quali Blackpool, Actress e Weaker Argument Defeats The Stronger che li distingue davvero.
La trasformazione dal noise-pop al sontuoso pop orchestrale fu completata da The Great Eastern (Chemikal Underground, 2000). Il nuovo sound seppelliva le voci ordinarie di Alun Woodward ed Emma Pollock sotto una spessa coltre sonora (No Danger). Le loro armonie vocali furono comunque utilizzate per effetti ipnotici in Thirteen Guiding Principles. Le strutture complesse, artificiali e technicolor della band reggevano bene il confronto con quelle dei Mercury Rev. Non si trattava affatto della stessa band che aveva inciso Domestiques.
Hate (Mantra, 2002), prodotto da Dave Fridmann (Flaming Lips, Sparklehorse, Mercury Rev), era ancor più lussureggiantemente orchestrale. La produzione è un po' troppo fluida e brillante, ma questo album rappresenta il naturale passo successivo nell'evoluzione dei Delgados verso un sound psichedelico fortemente cromatico. Ciò che manca ancora sono le emozioni. Il suono lussureggiante e l'atmosfera onirica soffocano le ninne nanne angeliche di The Light Before We Land o Woke From Dreaming. Con l'eccezione dell'anthem Coming in from the Cold, i brani si accontentano di fluttuare nell'etere dei loro densi arrangiamenti. Il fulcro dell'album è la filosofia negativa di All You Need Is Hate (una rivisitazione surreale dell'originale dei Beatles), The Drowning Years (il brano più roboante dell'album) e Child Killers (una tortura esistenziale di sette minuti), che giustifica il successo della band.
Universal Audio (Chemikal Underground, 2004) ha segnato un ritorno al power-pop (l'asse Kinks-Squeeze, non il dannato Beatles-Oasis). Come spesso accade con il power-pop, si ascoltano le prime canzoni (Everybody Come Down, I Fought the Angels) e poi si inizia a sbadigliare, indipendentemente da quanto il resto sia educato e diligente. Per un insieme di canzoni così ben riuscite, è incredibile come sia difficile ascoltare l'intero album. Forse avrebbe dovuto essere un EP di quattro canzoni invece di un album completo.
Qualunque sia la causa, la conseguenza è quella di riportare i Delgados al tavolo da disegno, e ai loro inizi.
Tuttavia si sono separati poco dopo, nel 2005.
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