Dalla pagina sui Ghost di Piero Scaruffi
(Testo originale di Piero Scaruffi)

I Ghost sono stati fondati nel 1987 dal chitarrista e cantante Masaki Batoh, animatore di una vasta comune creativa, e annoverano i polistrumentisti Taishi Takizawa (chitarre, archi e fiati) e Kazuo Ogino (cornamuse, archi e fiati). Il loro sound nasce all'incrocio fra diverse scuole, principalmente quella psichedelica, quella teutonica e quella progressiva.

Ghost (PSF, 1991) fece scalpore per il modo in cui riusciva a fondere folk giapponese e musica ambientale, un po' sulla falsariga della Third Ear Band. La trilogia "tibetana" di Moungod, la visione alla Pink Floyd di I've Been Flying e la folle percussivita` di Sun Is Tangging disegnavano comunque un confine enorme.


(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Second Time Around (PSF, 1992) è meno psichedelico fi quanto sia progressive e folk. Il maestoso seromone Nick Cave-iano di Second Time Around si impone come migliore canzone; l'ambientazione onirica e indiana di Forthcoming From The Inside cresce in una galoppante raga slavo, frustato da un canto più enfatico.
Allo stesso tempo, il preludio celtico di People Get Freedom e l'elegante danza medievale di Higher Order segnano una regressione ad un sound più pastorale. A Day Of The Stoned Sky In The Union Zoo e Orange Sunshine uniscono i toni mistici/lisergici di Jefferson Airplane e di It's A Beautiful Day in, rispettivamente, una messa per flauto e pianoforte e un quieto inno.
Questo album di transizione fotografa i Ghost mentre il progetto sta evolvendo dal formato canzone ad un formato più astratto e sciolto.


(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

With Ghost (Subpop, 2000), è una collaborazione con Damon And Naomi.

I Ghost rendono onore al proprio nome con Hypnotic Underworld (Drag City, 2004), in particolare con la title-track, una suite di 23 minuti in quattro parti. Il primo movimento di 13 minuti, God Took A Picture Of His Illness On This Ground, comincia con dissonanze metalliche (le tastiere risonanti di Kazuo Ogino e la chitarra "spaziale" di Michio Kurihara) che creano un immaginario sonoro spettrale. Il languido lamento, anemico e disorientante, di sassofono (Taishi Takizawa), contrappuntato da linee di basso egualmente scoraggianti (Takuyuki Moriya), sorge da uno sparuto caos di percussioni (Junzo Tatetwa), con reminiscenze di Art Ensemble of Chicago. La jam lentamente ascende verso un sofisticato intreccio di strumenti dissonanti che suonano smorzati (per ultimo ma non ultimo, Masaki Batoh alla chitarra acustica).Sassofono, tastiere e chitarra ripetono il gioco in Escaped And Lost Down In Medina, ma la musica è meno vitale (con un tempo regolare) e diretta da motivi melodici. Se il primo movimento era pura disintegrazione di un messaggio, il secondo movimento è un'assemblea spirituale di sentimenti intensi. Le tastiere continuano ad emettere improvvise vampate di note sporche, la chitarra continua a dronare nel cielo, ma la rumorosa e vorticosa preghiera intonata dal sassofono guida ogni cosa in un movimentato crescendo. Rock'n'roll finalmente erutta da Aramaic Barbarous Dawn, introdotta da riffs maniacali e tastiere cosmiche, e quindi lanciata nell'infinito da un coro medievale. Questa è anche la prima canzone, con la voce di Batoh che tratteggia uno scenario surreale, un incrocio tra Salvador Dalì e i King Crimson. La suite termina con uno strano finale, Leave The World, ossia appena venti secondi di drumming iper-veloce.
Gangagmanag (10 minuti) è un'altra suite in più movimenti: una delicata danza strumentale guidata da un flauto jazzy e da un organo minimalista, puntellata da spettrali apparizioni degli altri strumenti; un'improvvisa mutazione in una foresta di bamboo; una coda di pianoforte e batteria in un ambiente psichedelico.
Il resto dell'album non si avvicina nemmeno all'estasi della monolitica title-track, ma comporrebbe comunque un album significativo, data la qualità media delle altre band di psych-pop: Hazy Paradise è una languida ballata nello stile dei primi Pink Floyd, impreziosita da un harpsichord e da mellotron King Crimson-iano; Feed è un'altra languida ballata, ma stavolta nel registro melodrammatico di David Bowie; Poper inizia come piece da camera, calma e tenue, dai toni pastorali e medievali, suonata con violoncello flauto e cetra, e poi improvvisamente esplode in un furioso boogie hard-rock à la Jethro Tull; Holy High è un saltarello frenetico e sincopato che unisce stile medievale e nevrosi moderne con una narrazione folk-rock; Kiseichukan Nite è una piece spoken-word con accompagnamento di strumenti tradizionali giapponesi; e l'album si chiude con il mantra/osanna di Dominoes - Celebration For The Gray Days, recitata continuamente in una trionfale processione di ripetizioni minimaliste di melodie per organo chiesastico.
La title-track è, sotto molti aspetti, l'equivalente del sesto album dei Soft Machine, la sommità formale raggiunta da un gruppo di visionari musicisti di jazz-rock. Il resto dell'album è, da par suo, il loro A Saucerful of Secrets, equalizzato e adattato al cantautorato pop e alle bizzarrie dell'avanguardia.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Hiromichi Sakamoto ha pubblicato l'album solista Zero-shiki (1999).

Il chitarrista dei Ghost, Michio Kurihara, ha pubblicato gli album solisti Sunset Notes (Pedal, 2005) e Rainbow (2006).

Sfortunatamente, In Stormy Nights (Drag City, 2007) virò verso litanie folk-psichedeliche alla moda (Motherly Bluster e i dieci minuti di Grisalle).
I Ghost, mai noti per la prevedibilità, sembravano determinati ad abbandonare la gloria di Hypnotic Underworld per un programma molto meno ambizioso. A salvare l'album dalla banalità sono il roboante noisefest di Water Door Yellow, l'invocazione marziale di Gareki No Toshi, di otto minuti guidata dai timpani (uno dei loro momenti più aggressivi mai registrati), e il collage di 28 minuti di Hemicycling Anthelion, costruito in studio da Batoh assemblando frammenti di performance dal vivo, che funzionano come un riassunto dei successi passati dei Ghost.

Rainbow (Pedal, 2006) è una collaborazione tra il chitarrista Michio Kurihara dei Ghost e Boris. L'album solista di Michio Kuriharam, Sunset Notes (Pedal, 2005 - Ba Da Bing!, 2007) è stato un esperimento di "frippertronics" atmosferico.

Espvall and Batoh (Drag City, 2008) è stata una collaborazione tra la violoncellista e cantante svedese Helena Espvall degli Espers e Masaki Batoh dei Ghost. Ahimè, gli Espers sono l'influenza principale sulle ballate folk erratiche e tortuose (tre cover) e sulle jam (in particolare Kyklopes).
Tuttavia la collaborazione migliorò su Overloaded Ark (Drag City, 2009). Il feroce saltarello medievale di Little Blue Dragon è l'antipasto per gli undici minuti di baccanale di Overloaded Ark, che termina in un crescendo diabolico. I dodici minuti di Until Tomorrow sono più astratti e dilatati, un volo psichedelico con voci distanti e rifratte che sorvolano un tenero arazzo di chitarra e violoncello. Le radici neoclassiche e folk di Espvall permeano i dieci minuti di Over The Luminesce Land, sebbene la "traduzione" di Batoh sia tutto un ronzio massiccio e una dissonanza caotica. Sham No Umi è una rielaborazione di una canzone da A Ghost From The Darkened Sea (1995) di Masaki Batoh. C'è un enorme divario di qualità tra le canzoni (piuttosto banali) e le parti strumentali (astutamente sperimentali), e tra i pezzi più brevi (per lo più ridondanti) e i tre pezzi più lunghi (tre picchi della carriera di Batoh).

Brain Pulse Music (2012) di Batoh utilizzava le onde cerebrali come fonti sonore (accanto ai tradizionali strumenti acustici giapponesi e alle percussioni, ai canti e al theremin) ed era inteso come un requiem per le vittime del drammatico terremoto e dello tsunami del 2011.


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