- Dalla pagina sui Soulfly di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Su Soulfly (Roadrunner, 1998) e Primitive (Roadrunner, 2000) l'ex leader dei Sepultura, Max Cavalera, si divertì ad assorbire elementi di reggae, dub, drum'n'bass e hip hop. Questi album suonano più sperimentali di qualsiasi cosa i Sepultura abbiano mai immaginato. Il secondo poò essere il culmine artistico del leader, anche se i troppi ospiti (e non tutti loro sono dei Beethoven) rischiano di infrangere un'intuizione che altrimenti fluisce incompetence maniera brutale e precisa. La tribale e stridente Back To The Primitive apre l'album come un'invocazione cerimoniale. Con In Memory Of, Bring It e Boom, Cavalera inietta la frenesia sovrumana e la potenza del death metal nel rap (una coda dub, un assolo di chitarra esotico). Mulambo e Terrorist eseguono un'operazione simile con musica voodoo. Fly High (forse la traccia più potente) flirta con il soul. E lo strumentale raga/caraibico/jazz/classico Soulfly II è sottile e sofisticato come il meglio del rock progressivo. Anche le consuete detonazioni di Jump e Pain vengono deragliate da deviazioni, rumori e pause.

Su III (Roadrunner, 2002) la festa è già finita, poiché Cavalera prende troppo sul serio il suo progetto e non riesce a espandere le intuizioni musicali dei primi due album. Downstroy è già una formula stereotipata. Seek 'N' Strike è un'esca spudorata per la radio mainstream. One trasuda spiritualismo simile a quello di Sting (che face sbadigliare). Il tributo a Brasil, l'ode alle vittime dell'11 settembre Call To Arms e il patetico melodramma di otto minuti Tree Of Pain sono per lo più insopportabili. Anche la strumentale etnica, Soulfly III, è al di sotto del loro standard.

Il progetto rimase a corto di idee su Prophecy (Roadrunner, 2004), un album che cerca di essere eclettico flirtando brevemente con tutti i tipi di stili ma fallisce a causa dell'incompetenza dei musicisti e della stupidità del materiale.

Nonostante l'aggiunta del batterista David Kinkade dei Borknagar e del bassista Tony Campos dei Prong, anche Enslaved (2012) era un lavoro privo di idee.

Savages (Nuclear Blast, 2013), dopo l'addio di David Kindade, è il primo album con Zyon Cavalera alla batteria, figlio di Max. E' stato anticipato dal singolo Bloodshed.


- Torna alla pagina sui Soulfly di Piero Scaruffi -