- Dalla pagina sugli Spacemen 3 di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, modificato da Stefano Iardella)

Gli Spacemen 3 sono stati uno dei gruppi fondamentali per lo sviluppo della musica psichedelica.
Prendendo spunto dalla rivoluzione apportata dai Jesus And Mary Chain, che avevano riscoperto il feedback e avevano cambiato l'accezione di "pop chitarristico", gli Spacemen 3 approdarono a un suono dissonante e allucinato che trasformava il rumore di una chitarra in una sorta di esercizio spirituale.
Alle chitarre c'erano Peter "Sonic Boom" Kember e Jason Pierce, che avevano ben poco in comune con il concetto tradizionale di chitarrista (semmai con quello di suonatore di sitar).
Se Hendrix era stato un virtuoso del modo di "suonare" una melodia con la chitarra, Boom e Pierce compiono una semplice operazione statistica sui suoni che si possono emettere con la chitarra.
Al basso c'era Pete "Bassman" Bain (che avrebbe poi formato i Darkside).

Il gruppo venne formato nel 1982 all'art college di Rugby, nella contea inglese del Warwickshire.
Le "canzoni" di Sound Of Confusion (Glass, jul 1986 - Fire, 1989 - Taang, 1994), fra cui una serie di cover irriconoscibili, prendevano ancora lo spunto dal garage-rock (in particolare la variante texana dei 13th Floor Elevator e dei Red Crayola) per sarabande selvagge al limite dell'udibile come O.D. Catastrophe, per altro sempre a un passo cadenzato non troppo veloce, e benche' piu` che i Velvet Underground o gli Stooges, erano gli MC5 a trionfare in brani come Losing Touch With My Mind.

Walkin' With Jesus (sull'EP eponimo del novembre 1986) dimostrava già un'altra classe: questa volta erano davvero i Velvet Underground a tracciare la strada, e quelli iper-percussivi e distorti di di White Light White Heat.
Sullo stesso EP figurano anche la sonnolenta e trance Feel So Good e una versione di 13 minuti di Rollercoaster dei 13th Floor Elevator.

Anche sul mini-album Transparent Radiation (Glass, jul 1987) il sound perdeva progressivamente consistenza, e i chitarristi si concedevano sempre più libertà lisergiche: la title-track è una ninna nanna sussurrata; Ecstasy Symphony, di nove minuti, è una serie di morbidi droni al rallentatore (stile musica cosmica di Schulze), che irradiano un senso di pace e meditazione orientale; Transparent Radiation Flashback è un remix neoclassico della title-track, con violino e chitarra rilassanti; Things Will Never Be The Same è una trenodia demoniaca alla Suicide; e Starship è una versione iper-distorta di 11 minuti del capolavoro di Sun Ra.

L'EP Take Me To The Other Side (jan 1988), contiene l'omonimo inno garage-rock, l'ipnotizzata fanfara rhythm'n'blues di Soul, e il fibrillante brano strumentale That's Just Fine.
Questi tre EP verranno raccolti su Singles (Taang, 1995).

The Perfect Prescription (Glass, sep 1987 - Genius, 1988 - Taang, 1996), che riprende parte di Transparent Radiation e Walkin' With Jesus, è un concept album davvero psichedelico, in quanto descrive le fasi attraverso cui si passa durante un'overdose. Quello fu l'album in cui i due chitarristi cominciarono a scrivere canzoni che non assomigliavano a nessuna delle loro canzoni preferite. Soltanto Take Me To The Other Side è ancora un tipico "anthem" della scuola texana, e Things'll Never Be The Same (ripresa dall'EP) conserva qualcosa dei truci e angosciati minimalismi dei Suicide, con una delle chitarre a scavare vortici di nevrosi al posto dell'organo. Il resto del disco è allucinato soprattutto dagli arrangiamenti, che impiegano persino (dentro il solito caos chitarristico) una quantità di strumenti acustici ed elettronici (ma pochissime percussioni). La foga degli esordi si era rapidamente ridotta e in diversi punti (l'Ecstasy Symphony, per esempio, ripresa dall'EP) i toni erano decisamente quelli della trance.

Dopo il live Performance e l'ingresso del nuovo bassista Willie Carruthers, venne pubblicato il terzo album, Playing With Fire (Fire, 1988 - Bomp, 1989 - Taang, 1994), che portò all'apice le loro tecniche di registrazione, e che rimane forse il loro capolavoro.
Il gruppo ha metabolizzato la musica psichedelica in un minimalismo etereo e trascendente. Honey (dolcissima), Suicide (martellante) e Revolution (esplosiva) erano i tre capisaldi attorno a cui ruotava l'album.
Sempre più lontani dal feedback-pop dei Jesus And Mary Chain, gli Spacemen 3 veleggiavano verso un originale gospel dell'eroina (Let Me Down Gently, Lord Can You Hear Me, I Believe It) e una sorta di raga ambientale (How Does It Feel). Con questo disco nacque una scuola di iper-psichedelia che avrebbe finito per convergere verso la musica ambientale.

L'ultimo "successo" fu il singolo Hypnotized (1989), un soul struggente che costituisce un'altra pietra miliare del loro "trance-rock" (con tanto di organo da chiesa e fiati trionfali).
Ma Kember (Spectrum), Pierce (Spiritualized) e Bassman (Darkside) avevano ormai avviato formazioni parallele.

Taking Drugs To Make Music To Take Drugs To (Father Yod Production, 1990 - Bomp, 1994) raccoglie rarità e inediti.

Dreamweapon (Fierce, 1990 - Sympathy, 1993 - Space Age, 1995) è un live che contiene un'improvvisazione di 45 minuti per chitarre distorte, An Evening Of Contemporary Sitar Music, esplicitamente dedicata a LaMonte Young. Le vibrazioni ipnotiche di una chitarra duettano con una figura indianeggiante dell'altra chitarra. L'intensità del duetto cresce e diminuisce, ma le variazioni sono minime e ripetute all'infinito.
Il disco completava la parabola degli Spacemen 3, da onesti discepoli del rock psichedelico più dilatato e distorto (Red Crayola, Stooges) a pionieri di una musica più simile a quella ambientale che a quella rock. Fra un secolo questo potrebbe essere considerato il loro capolavoro.

Recurring (Dedicated, 1991 - Space Age, 2004) chiuse la carriera del gruppo in tono minore (venne registrato dai due chitarristi in sedi separate, praticamente una facciata per ciascuno). Più che un'opera coerente sembra un calderone di appunti rimasti in sospeso: Big City è un dancepop per sequencer alla Kraftwerk che non ha nulla a che fare con il passato del gruppo; Why Couldn't I See è un raga-rock altrettanto anomalo; Set Me Free sembra una delle novelty psichedeliche dei Beatles; I Love You è semplicemente una cover non dichiarata del classico Hang On Snoopy. Il brano più concettuale, Feelin' Just Fine, lascia soltanto intravedere cosa potrebbero fare su queste basi. Il capolavoro è forse Feel So Sad, una ballad che riassume un po' tutta la loro opera. Recurring è il loro lavoro più "retrò" e non a caso il meno personale.

Anche gli Spacemen 3, come i Loop e gli altri shoegazer, erano stati soprattutto un'idea, l'idea di "droni" attorno a cui improvvisare melodie semplici e gentili, secondo una prassi indiana già sfruttata da Brian Eno e Robert Fripp.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Forged Prescriptions (Space Age, 2003) raccoglie rarità e versioni alternative di Perfect Prescription.

L'EP DJ Tones (Space Age Recordings, 2008) raccoglie rarità, inclusa una versione di nove minuti di Ecstacy Symphony.

For All The Fucked-Up Children Of This World (Space Age, 2017) è una raccolta di demo sessions del primo periodo (1984).


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