- Dalla pagina sugli Avalanches di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
L'ensemble australiano degli Avalanches (Robbie Chater, Darrin Seltmann, Gordon McQuilten, Toni DiBlasi, Dexter Fabay e, successivamente, anche James De La Cruz) ha coniato un nuovo genere, la musica dance basata sui sample, con il loro singolo di debutto Rock City (1997) e gli EP Undersea Community (1998) e Frontier Psychiatrist (2000).
Since I Left You (Modular, 2000 - XL, 2001) ha perfezionato quella tecnica, trasformandola in un'arte a tutti gli effetti, realizzando diciotto complessi meccanismi a orologeria interamente costruiti a partire da circa 900 frammenti di musica di altri autori, e senza utilizzare neppure uno strumento musicale. Invece di costruire una canzone attorno al sample di un brano precedente, gli Avalanches costruivano i loro brani giustapponendo e incollando meticolosamente frammenti di musica pre-esistente. Mentre gli artisti del collage sperimentavano queste tecniche già da anni, gli Avalanches le usavano per produrre "canzoni", brani musicali orecchiabili, contagiosi e ballabili. I risultati della loro arte ricombinante (in particolar modo Frontier Psychiatrist, un brano epocale, ma anche A Different Feeling e Radio) erano allo stesso tempo esilaranti e illuminanti, come se gettassero nuova luce sui valori di un'intera civiltà decostruendone e decontestualizzandone gli attributi fondamentali.
Dopo una pausa di sedici anni, gli Avalanches sono tornati con Wildflower (2016), un altro affresco di eleganti plunderfonie nostalgiche, in particolar modo lo sketch circense Frankie Sinatra, degno della Bonzo Dog Doo Dah Band.
We Will Always Love You (2020) è stata una collaborazione con Dev Hynes, aka Blood Orange.
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