Dalla pagina di Danny Brown di Piero Scaruffi.
(Translation by/ Tradotto da Pierluigi Napoli)

Il rapper di Detroit Danny Brown, un ex membro dei Reser'vor Dogs, ha debuttato con Hot Soup (2008) e The Hybrid (2010). Hawaiian Snow (2010) e’ stata una collaborazione con il rapper Haitiano dei G-Unit, Tony Yayo (Marvin Bernard).

Il claustrofobico XXX (2011) e’ sostanzialmente una raccolta di odi al suicidio, a partire da XXX, nella quale segnali audio cupi e sconnessi emanano un senso di tragedia in molteplici direzioni, e terminando con l’affresco sociale di Fields. Degne di nota sono le canzoni prodotte da Skywlkr (Skylar Tait): Die Like a Rockstar, Lie4, Bruiser Brigade, e la surreale Outer Space. Altre produzioni creative includono Radio Song di Brandun Deshay, Monopoly di Quelle, e la colonna sonora da spaghetti-western per carovane africane Scrap or Die di Paul White. Comunque, l’album include anche gli inni da party Blunt After Blunt e I Will.

L’EP Black and Brown (2011) scopre il lato piu’ selvaggio di Brown, ma soprattutto grazie al suono esplosivo fornito dal produttore di Detroit Black Milk (Curtis Cross).

OLD (Fool's Gold, 2013) e’ due album in uno. Il primo lato e’ un carnevale di produzioni creative e rap allettanti. La sfilata inizia con il denso arrangiamento claustrofobico di Paul White per Side A e The Return, segnando in quest’ultimo l’atmosfera piu’ tragica dell’album. Come nell’album precedente, le canzoni sembrano competere per il totale abbattimento: l’incubo di espressionismo industriale Dope Fiend Rental, prodotto da Skywlkr; Torture, prodotto da Oh No (Michael Jackson) e radiante quasi di religiosita’, con coro di monaci e battiti funebri; e Clean Up prodotta da Paul White, con danza di guerra indiana e cori di sottofondo lisergici. Anche quando Brown prova a virare verso percorsi piu’ leggeri, il risultato e’ fastidioso e snervante, come nella canzoncina 25 Bucks, prodotta da Corin Roddick del duo elettronico canadese Purity Ring, con un sottotraccia di elettronica apocalittica, e Wonderbread in stile cabaret, prodotta da Paul White. Il secondo lato dell’album e’ molto meno intenso. I beat infantili di Rustie Side B - Dope Song e Break It - Go sono emblematici. E le sei canzoni comprese tra le due produzioni di Skywlkr, Dip e Kush Coma, costituiscono fondamentalmente una suite “sex-and-drugs”.

In paragone, Atrocity Exhibition (Warp, 2016) di Danny Brown e’ un irreverente giostra di brevi canzoni, beat lo-fi, e stravaganze hippy. Ci sono cinque momenti salienti. Il primo e piu’ importante, la folle polka da circo Ain't It Funny. A seguire la zoppicante, frammentata, venata di vibrafono White Lines, prodotta da The Alchemist. Poi i tre singoli: When It Rain, prodotta da Paul White (come la maggiorparte dell’album), nella quale indossa un registro comico degno di un cartone animato di scoiattoli su un infantile beat martellante; Pneumonia, prodotta da Evian Christ, che suona come una street band birmana con un rapper appena uscito da un manicomio (memorie lontane del grande David Peel); e Really Doe, prodotta da Black Milk, una composizione sceletrica con campane tintinnanti. L’oscillante Tell me what I don't Know e Golddust e la muzak esotica di Dance in the Water sono novita’ carine, ma ci sono troppe cose che non funzionano qui. Sarebbe dovuto essere un EP di 6 canzoni.

Molte delle giocose canzoni sul breve (33 minuti) Uknowhatimsayin (Warp, 2019) sembrano scenette comiche, ma ma i testi sciocchi di Danny Brown non sono il motivo per ascoltare l’album: la vera chicca e’ la produzione (per lo piu’ Q-Tip e Paul White) che modella ogni canzone in uno stile e umore diverso. Theme Song vira verso la musica da camera, Dirty Laundry e’ la versione hip-hop del vaudeville, 3 Tearz, prodotta da Jpegmafia, e’ un blues deforme. La produzione di Q-Tip raggiunge il picco con la fanfara boom-bap moderatamente dissonante Combat, e nel modo in cui intrufola un campionamento della hit funk-soul To Make You Happy di Tommy McGee in Best Life, anche se il miglior tocco strumentale potrebbe essere il sintetizzatore jazzato e la chitarra blob in Negro Spiritual, prodotta da Flying Lotus. Belly Of The Beast, prodotta da White, e’ cinematografica ma non molto musicale. Savage Nomad, con contaminazioni trap, e’ la migliore tra le canzoni verbose.


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