- Dalla pagina sui Pussygut di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il duo dei Pussygutt con sede nell'Idaho (Brittany McConnell al basso e Blake Green alla batteria) eseguiva un ronzante doom-metal per strumenti fatti in casa, strumenti da camera, elettronica e trio power-rock nei quattro lunghi pezzi di Sea Of Sand (Olde English Spelling Bee, 2007). Il concerto per rimbombi e sibili che apre West (Creature) sembra un organismo che si muove lentamente e si trasforma in una nebulosa galattica dopo aver avuto origine dalla mente di un eroinomane. Cinque minuti dopo l'inizio del pezzo, la band intona una sorta di martellante e distorta wardance. Questa sfuma in un drone scoreggiante che alla fine viene attaccato dagli esseri alieni svolazzanti di Winter Lights. Questo pezzo si avventura in una forma dissonante di musica da camera post-rock che evoca la musica industriale e la musique concrete suonata dai Pere Ubu. Il finale è un bordone etereo che getta le basi per i toni languidi e allungati di Pavour Nocturnus. Questa volta la chitarra e il violino introducono personaggi strumentali più forti in quella che finora è stata una tragedia interpretata da attori sconosciuti e invisibili. È, ancora una volta, una jam molto lenta, presto divorata dalle linee di basso sconvolgenti, ma il violino è ancora vivo, e conclude il pezzo con una nota elegiaca che contrasta con lo spettacolo disumano che sta accadendo. Daemon Lover ritorna negli angoli più oscuri dell'universo: sparsi suoni galattici ruotano attorno al rombo primordiale, che ora si erge come un totem al centro della creazione. Dopo sette minuti batteria e basso iniziano a colpire ma non hanno la forza (o la volontà) di ferire e all'improvviso la musica decade in un morbido ronzio da cui, sorpresa, emerge un mondo di uccelli, acqua e vita rurale.

She Hid Behind Her Veil (20 Buck Spin, 2008), contenente un solo pezzo da 47 minuti, aggiunge il violino all'ensemble doom. Una dissonanza cavernosa scava una cicatrice dolorosa nelle profondità rimbombanti di She Hid Behind Her Veil finché non viene inghiottita da quel ruggito mostruoso. Dopo venti minuti di doglie, nasce una melodia torturata di violino. In dieci minuti ruba la scena e resta l'unico attore in scena, gridando la sua insensata malinconia a un teatro vuoto. Quando si ferma, non restano che echi lontani nel vuoto immenso.

Dopo Gathering Strengths (Olde English Spelling Bee, 2009), i membri del duo si ribattezzarono Wolvserpent e pubblicarono Blood Seed (20 Buck Spin, 2010), virando un po' verso il doom-folk e il post-rock, pur mantenendo il fascino del mostruoso black droning. Questi due album furono successivamente raccolti sul doppio disco Gathering Strengths / Blood Seed (Crucial Blast, 2011).

Aelter, il progetto solista di Blake Green, ha optato per una variante più cinematografica dei due album raccolti poi sul doppio disco Dusk Dawn - Follow You Beloved (Crucial Blast, 2011) mentre III (Handmade Birds, 2011) abbraccia la musica ambient elettronica e il dream-pop.


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