- Dalla pagina su Six Organs of Admittance di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Six Organs of Admittance, il progetto del chitarrista acustico californiano Ben Chasny (residente a McKinleyville), ha debuttato con Six Organs of Admittance (Holy Mountain, 1998), una raccolta di meditazioni per lo più strumentali. L'ouverture di Maria è un intricato raga di chitarra in stile John Fahey intrecciato sullo sfondo minaccioso di una nota bassa estesa. Harmonice Mundi II è uno sporco drone elettronico azionato da un tamburo martellante ovattato.
Sum of All Heaven da 17 minuti è un pezzo in tre parti. Il lento inno trance è una versione un po' contrita e quasi cupa dei mantra gioiosi di gruppi hippie vintage come One.
La jam a combustione lenta giustappone chitarra acustica, feedback elettrico e rumori elettronici. La terza parte è semplicemente una nebbiosa processione di percussioni metalliche e lignee.
Race for Vishnu di nove minuti è un lungo assolo di chitarra che abbandona l'atmosfera estatica per un vibrante crescendo ritmico che ricorda più gli esorcismi blues di Taj Mahal che la musica rituale indù.
La versione su CD include le due tracce del singolo del 2000: Invitation to the SR for Supper, un sinistro canto/invocazione stile monaco in mezzo a fragorose percussioni, e Don't Be Afraid , una meditazione strumentale piuttosto sconnessa.
In seguito all’edizione limitata Nightly Trembling (1999 – Time-Lag, 2003) e al lungo singolo The Manifestation (Ba Da Bing, 2000), una cerimonia di caotico drumming tribale e strimpellamenti di chitarrra a forma libera (rovinata all’inizio da uno sgradevole chiacchiericcio ma recuperata alla fine da una coda di nove minuti che implode), il più frammentato Dust And Chimes (Pavilion, 2000) ha proseguito quel viaggio nella vita segreta delle tonalità di acustica. Ben Chasny imbarazza se stesso con litanie tinte d’esotico tipo Hollow Light Severed Sun e Black Needle Rhymes, come anche con strumentali che non sono particolarmente sorprendenti e creativi (il più valido, Sophia, è a stento un tetro drone su percussioni casuali). Fortunatamente, contiene anche due tracce più lunghe. Si muovono in maniera irregolare, con forme sfocate e caduche. Lo strumentale di undici minuti Journey Through Sankuan Pass suona come un caos volontario di piccole note che vengono trattenute dal comporre una forma. Sono come la moltitudine dei riflessi della Luna nell’oceano. Il sette minuti di Dance Among The Waiting uniscono un canto ipnotico con effetti sonori spettrali ed un beat fisso di chitarra.
Le parti cantate hanno quasi rovinato la magia su Dark Noontide (Holy Mountain, 2002), un lavoro che suona meglio ma non è necessariamente più ispirato. Il fattore psichedelico prevale sulla vecchia anima "orientale" della sua musica (Spirits Abandoned, Dark Noontide, Khidr and the Fountain).
Sfortunatamente Ben Chasny ha deciso di diventare un cantautore psych-pop su Compathia (Holy Mountain, 2003). A dispetto della vertigine metafisica di Close To The Sky, l’album ha segnato una regressione verso una forma più convenzionale di musica rock.
For Octavio Paz (Time Lag, 2003 – Holy Mountain, 2004) è ritornato alla trance low-fi (per lo più strumentale) dei suoi primi lavori, trasudando un senso di calma e sorridente rassagnazione di fronte ai disordini della vita. Quell’umore prospera grazie all’effervescente strimpellata quasi-flamenco che permea i 7 minuti dance di They Fixed The Broken Windmill Today, ma viene quasi negato dal "flusso di coscienza" molto più malinconico e turbolento dei 18 minuti di The Acceptance Of Absolute Negation (la traccia è lunga 28 min ma gli ultimi dieci non sono correlati), uno dei punti massimi della sua arte. Mentre il format evoca John Fahey, il contenuto non potrebbe essere più diverso. Chasny carica come una forza della natura, emanando energia vitale e collera titanica, alternando gli eccessi più vibranti con brevi passaggi di meditazione, come se auto-analizzasse le sue stesse emozioni.
The Manifestation (Ba Da Bing, 2004) raccoglie i singoli Manifestation (2000) ed una nuova suite in sei movimenti, The Six Stations, composta da Ben Chasny improvvisando sul rumore prodotto dalla riproduzione su giradischi di un’incisione del sole, che appare dietro il singolo originale. Il sibilo e il crepitio del vinile annoiano meno (è come se qualcuno leggesse ad alta voce le note che suona) di quanto non lo faccia l’ospite Tibet nel suo spoken-word, ma l’improvvisazione di chitarra è uno dei suoi momenti più vivaci, degno del più leggero John Fahey.
School Of The Flower (Drag City, 2005) è stato un breve album, permeato da un senso di umiltà e distacco dalla realtà quasi zen. La melodia ninna-nanna di Eight Cognition sorge sopra intricati pattern di chitarra ed armonie vocali, un miscuglio della fantasia chitarristica Saint Cloud di John Fahey ed i trip acidi dei Grateful Dead. A parte la Donovan-esca Thicker Than A Smokey c’è poca roba interessante fra i pezzi più brevi. I 13 minuti di School Of The Flower sono tutt’altro affare, un improbabile (e non del tutto realizzato) matrimonio di ripetizione minimalista, free-jazz e space- rock.
Il cuore di The Sun Awakens (Drag City, 2006) sono i 24 minuti di River Of Transfiguration, una delle loro vette artistiche, in cui figura Al Cisneros degli Sleep. Rumore bianco, aspri droni, gong: dopo sette minuti un canto tenebroso prende corpo dalle ceneri. Ai 18 minuti, il canto si trasforma in un brusio in stile tibetano. Le altre tracce mostrano i soliti limiti della musica folk prevedibile e dilettantesca dei Six Organs Of Admittance. L’eccezione da segnalare è Black Wall.
Ben Chasney sta lentamente diventando un cantautore tradizionale e Shelter From The Ash (Drag City, 2007) è solo un gradino di quella transizione (musicalmente) dolorosa. Si accontenta di riciclare gli attributi tipici del suo sound, mentre carica di nuovi significati i suoi testi. Perciò è destinato ad essere l’album della breve Alone With The Alone, e non della lunga The Final Whing. La strumentale Goddess Atonement viene messa nel mezzo come una sorta di centro di massa attorno a cui le varie parti gravitano quiete.
Badgerlore era il supergruppo formato da Tom Carter dei Charalambides, Ben Chasney dei Six Organs Of Admittance, Pete Swanson degli Yellow Swans e Rob Fisk dei Seven Year Rabbit Cycle che registrò Stories For Owls (Free Porcupine Society, 2005).
Glen Donaldson dei Blithe Sons e Liz Harris dei Grouper si sono uniti a questi allegri ragazzi per We Are All Hopeful Farmers, We Are All Scared Rabbits (Xeric, 2007).
August Born (Drag City, 2005) è stata una collaborazione tra Ben Chasny dei Six Organs Of Admittance e Hiroyuki Usui degli L.
Luminous Night (Drag City, 2009) continua la tendenza dei Six Organs of Admittance verso una forma più sobria e tradizionale di folk revival (e prodotta in modo molto più professionale). La danza medievale di Actaeon's Fall è sia melodica che ritmica e avrebbe potuto essere presente sia negli album folk britannici della fine degli anni '60 che negli album new age degli anni '80.
A causa dei valori di produzione più alti (e più rumorosi) e dell'enfasi sull'orecchiabilità, Anesthesia e Ursa Minor suonano pericolosamente come pop mainstream. Canzoni d'atmosfera come Bar-Nasha conservano parte del vecchio fascino ultraterreno, ma alla fine c'è poco qui che possa eguagliare i fasti di un tempo.
Anche il mantra noise elettronico Cover Your Wounds With The Sky, che in teoria sarebbe la cosa più vicina ai vecchi Six Organs of Admittance, aggiunge tocchi di musica da camera che suonano kitsch e new-age; e il brano di chiusura, Enemies Before The Light, un canto psichedelico avvolto nel rumore, approfondisce una sorta di jam di chitarra distorta che suona decisamente antiquata. Il maestoso e languido River Of Heaven allo stesso tempo potrebbe rappresentare la chiave per un futuro significativo senza gli intricati raga di chitarra del passato.
Il doppio disco RTZ (Drag City, 2009) raccoglie materiale live e inedito.
L'album split Six Organs Of Admittance/Azul (PSF, 2009) contiene una jam sidelong dei Six Organs.
Nel frattempo, il trio formato da Sir Richard Bishop, Ben Chasny e Chris Corsano dei Six Organs of Admittance ha dato vita al supergruppo Rangda (due chitarre e batteria) per registrare False Flag (Drag City, 2010).
Empty The Sun (Drag City, 2010) è la colonna sonora del romanzo di Joseph Mattson "Empty The Sun".
Ben Chasny ed Elisa Ambrogio (dei Magik Markers) hanno formato i 200 Years che hanno debuttato con l'acustico 200 Years (Drag City, 2011).
L'album da camera da letto Asleep On The Floodplain (Drag City, 2011), un ritorno al tono umile e pigro di School Of The Flower, era per lo più dejavu per i fan dei Six Organs Of Admittance, nonostante l'orecchiabile Light of the Light e i complessi dodici minuti di S/word and Leviathan.
Maria Kapel (Pavilion, 2011) raccoglie spettacoli dal vivo dei Six Organs Of Admittance.
Il singolo Parsons' Blues segnò una svolta verso un suono più rumoroso e forte, come confermato da Ascent (Drag City, 2012) che, seppur accreditato ai Six Organs Of Admittance, era fondamentalmente una collaborazione con i Comets On Fire.
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