- Dalla pagina su DM Stith di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il polistrumentista e cantante dell'Indiana DM Stith, vero nome David-Michael Stith, ha scritto perle di pop barocco su Heavy Ghost (Asthmatic Kitty, 2009). Brani come Pity Dance evocano il languido, etereo e metafisico falsetto intriso di spleen di Robert Wyatt, unito alle fioriture orchestrali di Scott Walker. Thanksgiving Moon, d'altra parte, evoca sia le confessioni nude di Nick Drake sia le elegie soul di Van Morrison. La tecnica vocale di Stith è una delle più originali degli ultimi decenni. Pigs, senza batteria, innesta le vocali estese e fluttuanti di If I Could Only Remember My Name di David Crosby sulla struttura dei lugubre canti delle piantagioni.
Gli arrangiamenti sono semplici, ma offrono molto più di un semplice contrappunto. Tamburi tribali, voci psichedeliche ed effetti sonori criptici trasformano Creekmouth (il pezzo forte dell'album) in una vignetta sinistra ed esotica. Un altro ritmo inquietante spinge l'ululato pensieroso di Stith in Morning Glory Cloud prima della misteriosa apoteosi del coro e del pianoforte. La maggior parte delle canzoni non si conclude con una battuta finale, ma con un "suono" di impatto.


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