Holly Herndon


(Copyright © 2012 Piero Scaruffi | Terms of use )
Movement (2012), 6/10
Platform (2015), 7/10
Proto (2019), 5/10
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San Francisco's electronic musician Holly Herndon debuted with the cassette Car (2011) that contained musique concrete.

The album Movement (RVNG, 2012), entirely composed on a laptop from vocal samples and synthetic sounds, displayed the two sides of her artistic persona. On one hand there are sonic architectures of musique concrete such as Breathe (a mesmerizing sonata for breathing, totally worth of Pierre Henry) and the eight-minute Terminal, a cold cinematic soundscape with relatively little of the vocal magic that made her famous. The most austere composition is probably Dilato, which is basically brooding Stockhausen electronic music for processed voices. These are complemented by compositions that wink at popular genres, such as the "danceable" Fade, a feverish Brazilian dance with angelic invocations, and the equally pulsating and almost jovial Movement.

The single Chorus (2014) leaned towards the latter style, although its chopped-up, mutant and refracted melody could hardly be called "catchy", and the background of found noise hardly qualifies as "groove"; but the sound slowly coalesces into something that evokes Enya's folkish singalongs and dancefloor entertainment.

That single worked as an aesthetic manifesto for the album Platform (4AD, 2015), more influenced by Autechre's glitchy melodies and skittering beats than by Stockhausen and Pierre Henry. Herndon joins the ranks of digital songwriters who practice convoluted cybernetic post-pop. Each piece is a kaleidoscopic collage of syllabic vocal fragments matched to unlikely rhythms and incoherent sound effects; and they ride over rhythms that de facto don't exist because they don't serve any rhythmic function anymore. This is a kind of harmony that depends on collision rather than on cohesion; irrational pyrotechnics rather than planned linearity. The method shines particularly in the hyper-kinetic discordant pieces: Interference, a chaotic storm of vocal shards swirling around a twitching stuttering rhythm, and DAO, a disorienting merry-go-round of rapidly spinning audio fragments. But perhaps Herndon's task is even more arduous when it works with a melodic refrain. The ludic potential of the lullaby of An Exit is scientifically dismantled by a jungle of destructive counterpoint. The hymn Unequal sounds like a defective disc of a-cappella convent music. The sweet prayer of Home drowns in a countercurrent of ugly destructive noise. The search for a simpler structures, instead, leads to glaring blunders: Morning Sun, which sounds like a glitchy rewrite of a folk singalong; New Ways To Love that doesn't know what to do with its ethereal voices; the spoken-word Locker Leak, which sounds like a random mash-up of commercial radio; and the other spoken-word Lonely At The Top (ostensibly designed to induce "autonomous sensory meridian response" or ASMR, i.e. a tingling sensation on scalp).

The premise of Holly Herndon's Proto (4AD, 2019) is fashionably silly: it was composed with the help of an A.I. program called "Spawn", which in 2019 sounded really cool. Spawn doesn't help compose: it merely adds harmonizing vocals. If you can get past this 40-year-old stunt (yes, it had been done before countless times when A.I. was not so popular), you can enjoy the catchy and exuberant Eternal, but little else. Frontier sounds like the glitch-y remix of a Christian a-cappella funereal lament with Middle-eastern percussion. The manipulation of the vocals is not much more than what Cher did 20 years earlier for her hit Believe (1998). Godmother, credited to Spawn, cuts up and reassembles the voice as it has been done in musique concrete since the 1950s to produce cascading sound effects that, in this case, evoke packs of voracious rodents. The A.I. demonstrations are simply tedious. Canaan Live Training trains Spawn by having Evelyn Saylor and Annie Garlid sing the religious hymn Parting Friends. The album ends with the gentle ethereal chant of Last Gasp floating in a sea of drones. Chorus was a lot more interesting, employing only human intelligence.

(Translation by/ Tradotto da Damiano Langone)

Holly Herndon, musicista elettronica di San Francisco, debutta con la cassetta Car (2011), lavoro incentrato sulla musica concreta.

L'album Movement (RVNG, 2012), interamente realizzato su computer portatile partendo da campioni vocali e suoni sintetici, mette in luce due diversi aspetti della  personalit artistica di Holly Herndon. Da una parte abbiamo le architetture sonore di musica concreta, come Breathe (ipnotizzante sonata per respiro del tutto degna di Pierre Henry), Terminal (otto minuti di freddo paesaggio cinematografico con poca presenza della sua celebre magia vocale) e Dilato (minacciosa musica elettronica per voci filtrate in odore di Stockhausen); dall'altra, le composizioni che strizzano l'occhio ai generi popolari, come nel caso di Fade (febbrile danza brasiliana con tanto di invocazione angelica) e di Movement (altro brano movimentato e quasi gioviale).  

Anche se complicato definire orecchiabile la melodia sminuzzata e cangiante (cos come difficile identificare un vero e proprio ritmo nel sottofondo di rumori trovati), il singolo Chorus (2014) propende per il lato pi facile dell'artista californiana e alla fine il suono coagula in qualcosa di accessibile, evocante sia i canti folk di Enya che la musica da ballo di puro intrattenimento.

Chorus si pone come una sorta di manifesto estetico per l'album Platform (4AD, 2015), influenzato dalle melodie glitch degli Autechre e dai ritmi veloci e leggeri pi che da Stockhausen e Pierre Henry. Holly Herndon ingrossa quindi le fila dei cantautori digitali che praticano un complicato post-pop cibernetico. Qui ogni brano un collage caleidoscopico di frammenti sillabici accoppiati a ritmi improbabili e a effetti sonori fuori contesto, fino al superamento del concetto stesso di ritmo. Si tratta di un lavoro sull'armonia che prevede la collisione degli elementi musicali piuttosto che la loro coesione, pirotecnie irrazionali che impediscono l'identificazione di un piano lineare. Il metodo funziona soprattutto nelle tracce ipercinetiche e dissonanti, come Interference (una tempesta caotica di schegge vocali vorticanti intorno a un ritmo sfigurato dalle convulsioni) e DAO (uno stordente girotondo di audio frammenti in rapida rotazione). Forse, per, quando arriva il momento di lavorare su melodie e ritornelli che il compito di Holly Herndon si fa ancora pi impegnativo: il potenziale ludico della ninnananna An Exit viene scientificamente smantellato da una giungla di contrappunti distruttivi, l'inno Unequal suona come un disco difettoso di musica monastica a cappella, e la dolce preghiera di Home annega in risacche di terribili rumori. La ricerca di strutture pi semplici, invece, finisce per produrre risultati quasi imbarazzanti: Morning Sun suona come la riscrittura glitch di un canto folk, New Ways To Love esibisce voci eteree che sembrano non sapere cosa fare, lo spoken-word Locker Leak sembra un blob casuale di spot radiofonici e Lonely At The Top, altro brano parlato, d l'impressione di essere studiato per indurre "ASMR" ossia "risposta sensoriale meridiana autonoma" (come, ad esempio, una leggera sensazione di formicolio al cuoio capelluto).

L'idea che sta alla base dell'album Proto (4AD, 2019) modaiola e assurda al tempo stesso: comporre i brani con l'aiuto di un programma di intelligenza artificiale chiamato "Spawn" (idea che nel 2019 qualcuno pu trovare in qualche modo intrigante). La verit, per, che "Spawn" non aiuta realmente nella composizione, in quanto si limita solo ad armonizzare le voci. Se si riesce a sorvolare su questa trovata, peraltro vecchia di 40 anni (ebbene s, stata gi usata un numero incalcolabile di volte prima che l'intelligenza artificiale diventasse tanto popolare), si pu apprezzare l'orecchiabile esuberanza di Eternal, ma non molto altro. Frontier pare il remix glitch di un'orazione funebre cristiana con canto a cappella e percussioni mediorientali, e la manipolazione delle voci non cos superiore rispetto a quella gi proposta da Cher venti anni prima con il suo successo Believe (1998). Il brano Godmother, accreditato al programma "Spawn", presenta un lavoro di taglia-e-cuci sulla voce (gi pratica abituale nell'ambito della musica concreta fin dagli anni '50) allo scopo di produrre una cascata di effetti sonori capaci di evocare, in questo caso, branchi di voraci roditori. L'esibizione di intelligenza artificiale risulta semplicemente noiosa: Canaan Live Training mette alla prova "Spawn" con Evelyn Saylor e Annie Garlid chiamate a cantare l'inno religioso Parting Friends, poi l'album finisce con il canto etereo e gentile di Last Gasp, immerso in un mare di ronzii.

Alla luce di quanto sentito, si pu dire che fosse molto pi interessante la musica di Chorus, realizzata con il solo aiuto dell'intelligenza umana.

(Copyright © 2012 Piero Scaruffi | Terms of use )
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